Il mio matrimonio II

Continua dalla PRIMA PARTE

Come vi dicevo, io e Marco (questo il nome di mio marito), eravamo una coppia come molte altre, ma già durante il fidanzamento avevo fiutato il modo in cui mi guardava i piedi, e le attenzioni che concedeva loro quando facevamo l’amore. Col tempo iniziai a notare che, caricando la lavatrice, trovavo spesso le mie calze molto umide ma non capivo il perché. La stessa cosa capitava con le mie mutandine. Col tempo iniziai anche ad accorgermi che anche le scarpe (la scarpiera è nella stessa stanza della lavatrice) mi sembravano spostate rispetto a come le avevo lasciate. Non riuscivo a capire cosa potesse significare, ma ero convinta che ci fosse di mezzo Marco: vivevamo soli e per la regolarità con cui questo accadeva mi sembrava improbabile che potesse essere qualche nostro ospite.

Morivo dalla curiosità, avevo il timore di non aver compreso fino in fondo i gusti e le perversioni di mio marito. Temevo che custodisse perversioni inconfessabili, e che avrebbe cercato di realizzarle con altre donne finendo, un giorno, per lasciarmi per una più “adatta”.

Ciò mi spinse ad indagare e quello di cui venni a conoscenza mi aprì un mondo del tutto nuovo. Se ripenso ai miei timori in quei mi vien da sorridere della mia ingenuità. In realtà Marco non era innamorato di me, semplicemente mi adorava come una divinità. Le sue perversioni, emerse in tutta la loro forza un giorno che gli chiesi di utilizzare il suo pc per mandare alcune mail dato che avevo dimenticato il mio in ufficio, lo vedevano come un subalterno, umile, adorante…
Una sorta di cavalier servente premuroso e innamorato, pronto a compiacere la propria moglie e ad umiliarsi per lei. Che ingenuo era stato a non usare la modalità in incognito, o forse lo aveva fatto nella speranza che un giorno potessi scoprire tutto.

Col tempo cercai riscontri su internet di quanto avevo visto quella sera, e la cosa mi lasciò parecchio compiaciuta. Lessi alcuni racconti in cui le uomini importanti e rispettabili, divenivano umili servitori di donne (talvolta anche lavorativamente subalterne) consapevoli dell’esistenza di uomini sottomessi e capaci di servirsene a loro piacimento. Devo ammettere che la sera mi masturbai pensandoci, erano situazioni che non avevo mai immaginato, ma che mi intrigavano moltissimo. Decisi così di appagare questa perversione di Marco, iniziando con il fargliela confessare durante la nostra intimità… Da quello che avevo letto online non doveva essere molto difficile.

E infatti difficile non fu.

Fu sufficiente assecondarlo nella sua timida adorazione. “mi piace quando mi baci i piedi”, “continua ancora un po’” e altre frasi di questo tipo durante i nostri rapporti mi permettevano di notare la reazione del suo sesso in quei momenti. ;a se c’erano ancora dubbi, ecco che sparivano non appena mi spinsi un po’ più in là con le “argomentazioni”. Per esempio iniziando a voler tenere le scarpe col tacco durante la nostra intimità e chiedendogli la stessa attenzione alle mie estremità rispetto a quando erano nude. Il suo cazzo in quei momenti assumeva un vigore immediato.. Cresceva con i suoi baci sui miei piedi, con le mie frasi di incoraggiamento.

Con il tempo fu lui stesso, implicitamente, a indicarmi la strada che avrebbe preferito. In modo discreto, sollevandomi da alcune incombenze domestiche (che trovavo già svolte) e chiedendo “posso” durante i nostri “giochi” a letto. E quella strada piaceva un sacco anche a me.

Alcuni dicono che sia dominazione dal basso. Non mi sono mai posta il problema. Penso che le perversioni partano da lui, ma che se le abbraccio è perché mi piacciono, e se le cavalco è perché voglio anche io sperimentare le debolezze di Marco per assumere sempre più il controllo e legarlo a me. Con il tempo infatti ho compreso come la sua determinazione e resistenza alle mie “innocenti iniziative” sia determinata dalla sua frustrazione sessuale. Ricordo come litigammo perché volle a tutti i costi festeggiare il nostro anniversario (a ottobre) cenando in un locale dove facevano vedere la champions league. Forse proprio questo ricordo è eloquente della piega che ha preso il nostro rapporto nel giro di qualche mese. A maggio, in occasione della finale tra Juve (la sua squadra del cuore) e Barcellona la situazione fu ben diversa. Ricordo ancora con quanta foga ha adorato il mio buchino per tutta la durata del film che facevano sul primo canale quella sera… Ed era in castità solo da 10 giorni.

Da quando ho assunto il controllo del mio matrimonio non mi sono più fermata. Scoperta l’esistenza degli uomini con inclinazioni masochiste e feticiste, ho imparato a riconoscerli in modo pressoché immediato. E i risultati sono arrivati anche in altri contesti. Ma questa è un’altra storia.

[continua]

Sandra

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