Weekend in Liguria

Caro diario femdom, lo scorso weekend sono stato in Liguria insieme a V per il compleanno di un’amica.
Siamo partiti venerdì da Milano nel tardo pomeriggio, raggiungendo gli altri amici direttamente in spiaggia verso l’ora di cena. Tra qualche drink, pezzi di pizza, tante risate e il rumore del mare in sottofondo era ormai sera tardi. Siamo quindi saliti a casa della festeggiata per sistemare le cose e preparaci per la notte. Preparai il letto per me e per V, mentre loro erano in terrazzo a chiacchierare e finire la serata con un ultimo calice di vino. Poi mi unii a loro per fumare e decidere l’organizzazione dell’indomani, giorno in cui ci sarebbe stata la festa vera e propria. V mi mise i piedi in grembo e iniziai ad accarezzarli e massaggiarli senza eccedere, visto il contesto.
“Hai fatto il letto?”
“Sì certo”
Nel frattempo la padrona di casa si alzò per andare in bagno.
“Ma che bravo!”
Mi disse con lo stesso tono con cui ci si rivolge ad un bambino o ad un animale domestico la prima volta che fa la cacca nel posto giusto. Intanto mi schiacciò il piede sul naso, mentre con l’altro verificava l’effetto immediato nelle mie mutande.
“Io vado a dormire”
“Arrivo a breve”.
Quando la padrona di casa tornò, V si congedò. Noi ne abbiamo fumata ancora una prima di salutarci e andare a letto.
V dormiva già. Avrei voluto segarmi, ma ero troppo stanco. Alla fine, nel giro di pochi minuti, mi addormentai.

La giornata di sabato è iniziata con una luce abbagliante e un cielo completamente limpido. Sveglia alle 8, colazione in terrazzo. Il sole era già molto caldo. V è arrivata in terrazzo con le sue ciabattine e lo smalto fucsia che splendeva, ipnotico, con la luce del mattino. Riportai lo sguardo sui biscotti poco distanti dalla mia tazza, afferrandone uno e pucciandolo nel té. Ultimata la colazione siamo scesi in spiaggia. Per essere un sabato di Luglio non c’era la quantità di gente che mi sarei aspettato. Erano quasi le dieci, troviamo parcheggio e un posto in seconda fila in spiaggia libera. Piazziamo i tre ombrelloni che abbiamo, poco dopo arrivano gli amici con cui avevamo trascorso la serata in spiaggia, poi altri ancora direttamente da Milano, pronti per la grigliata e la festa della sera.

Il pomeriggio scorre tranquillo, tra bagni, sole, giochi e chiacchiere. Una compagnia eterogenea ma che ha legato in fretta. Facciamo i conti di quanti saremo questa sera, pranziamo, ancora qualche bagno e poi su a preparare tutto per la serata. Alla fine saremo una quindicina.
Arrivati a casa V mi ha concesso un veloce massaggio ai piedi in camera prima di andare in doccia. Dopodiché ci siamo messi tutti all’opera. Gli altri amici sono arrivati un po’ con orari a cazzo di cane, ma anziché essere un problema o creare tensioni, ci hanno ovviamente aiutato a preparare, sintomo di confidenza positiva tra le persone presenti. Nessuno era realmente “invitato ad una festa”, tutti ci sentivamo parte anche delle cose da fare per contribuire alla buona riuscita della serata. Tra gli amici che ci hanno raggiunto c’era anche G, un ragazzo amico della festeggiata che, fin dai primi momenti in cui era arrivato in spiaggia nel pomeriggio, aveva dimostrato un interesse malcelato per V.

Ed infatti, appena arrivato, G si dimostra subito interessato a conoscere meglio V. Premetto che tra me e V c’è una relazione aperta, quindi lei è libera di flirtare se vuole, e io sono libero di farlo a mia volta, in particolare se trovo ragazze interessanti e compatibili con i miei gusti. Per creare nuove connessioni e, perché no, magari anche nuovi contenuti.
La serata procede piacevolmente, parlo un po’ con tutti, facce nuove e gente che non vedevo da molto con cui è sempre un piacere ritrovarsi. G e V intanto sono fossilizzati al tavolo, lui non molla e, per quello che percepisco, mi sembra che si faccia più audace nei suoi tentativi di approccio. Mi ritrovo al tavolo, si parla, in parte mi apro e provo a testare alcuni stimoli e alcune allusioni con i presenti. V è accanto a me, G è in mezzo a noi. Piano piano, con le allusioni che dicevo (non mi vergono del mio feticismo, anzi talvolta mi piace provocare facendolo emergere) ricevo alcuni riscontri interessanti. G ha un feticismo per i piedi femminili. Credo che non lo viva benissimo, mi fa qualche allusione al fatto che una delle ragazze presenti ha nella collezione diversi tacchi notevoli. Lo dice con uno sguardo che mi fa capire quello che vuole confessare dietro quelle parole quasi neutre.
Mentre loro conversano, ogni tanto mi inserisco (mai per dividere, non so cosa voglia fare V e non voglio rovinarle il gioco che sta facendo), e costantemente continuo nel diffondere le mie “esche”. Una volta un accendino con i cazzi, un’altra quello con i dildi, un’altra quello con un uomo al guinzaglio che lecca uno stivale con il tacco a spillo… Mi piace provocare e far aprire le persone che possano essere appassionate o anche solo curiose. Se non altro per far sentire più a suo agio con se stesso chi nasconde questo tipo di inclinazioni.

“Scusa hai l’accendino?”
Mi chiede L, amica della festeggiata. Le passo quello con i cazzi.

“Carino!” Sorride. Me lo restituisce.
“Se no ho anche questo” Azzardo e le passo quello con il tizio che lecca gli stivali.
“Questo ancora più bello”. Risponde senza nascondersi.
“Vero?”
“Sì sì!”
La conversazione finisce lì per il momento. Accanto a me G continua il suo corteggiamento, ormai sempre meno nascosto, nei confronti di V. La guardo, sorrido. Faccio su mentre L si è piazzata su una sdraio a pochi metri da me, ma in un’altra conversazione quando allunga le gambe e piazza i piedi su uno sgabello davanti a sè.

Hanno una forma molto interessante, l’arco marcato e le dita smaltate. Ma c’è un dettaglio per me del tutto inedito che mi permette di riaprire il discorso. Questa volta a distanza, senza il timore che gli altri sentano (sì sono abbastanza esibizionista, lo avrete capito anche da tutte le situazioni di umiliazioni pubbliche in cui mi trovo con e senza la telecamera davanti).
“Che figata il tatuaggio sotto il piede! Ma scusa non si cancellano lì con il tempo?”
Lei sembra cogliere la palla al balzo.
“L’ho fatto un po’ di tempo fa’ insieme a una mia amica. Solo che io appoggio poco quella parte del piede, ma tipo a lei è andato via”.
Mi avvicino alla sua sdraio e iniziamo a parlare. Mi dice che le piacciono i suoi piedi, che a volte mette delle foto su Instagram e le scrivono in privato. Me lo dice con un tono sorpreso.
“Ma poi mi piace perché voi proponete qualcosa di diverso, di nuovo”. Io resto serio ma dentro sono incredulo. Bingo! Abituato a relazionarmi con donne che sono circondate da uomini che vorrebbero esser dominati e vorrebbero leccare e adorare i loro piedi, mi trovo in una delle mie situazioni preferite: ragazza non dell’ambiente con cui inizi ad esplorare l’argomento.

V e G continuano a conversare seduti al tavolino. A volte si alzano ma lui non molla. Il vino inizia a fare il suo, pur allontanandomi per farmi gli affari miei, in alcuni momenti il tono di voce di V assume un livello difficile da ignorare. Non mi impiccio, resto solo vigile di tanto in tanto per assicurarmi che lui non prenda iniziative che lei non gradisca. Anche se V sa di esser libera, ma sa anche difendersi da sola se necessario. Ma in ogni caso se qualcosa non va sa anche che ci sono.
Io intanto continuo a parlare con L.
“Sai? Ho un sito web, nella vita faccio principalmente siti di lavoro, in cui raccolgo le mie storie e i miei video a tema femdom, dominazione femminile, fetish…”
“Ah sì? Interessante.”
“Sì, ad esempio lo scorso weekend sono stato ad Amsterdam e mi sono preparato un po’ di adesivi e cartoncini con il qr code dietro da spargere in giro”
Lo dico mentre tiro fuori i tre cartoncini che avevo ovviamente con me.
“Che fighi! Posso tenerli?”
“Ma certo, anzi guarda questo è il biglietto da visita di racconti femdom”
Le dico mentre glielo porgo.
“Ah ok grazie ci sono i QR”
“Sì dietro ci sono tutti i riferimenti, ma poi dal sito ne trovi anche di più. Poi se vuoi ci scambiamo il numero oppure se ti va contattami direttamente”
“Ok sì sì”.
A quel punto allora mi preparo per farle alcune foto. Si imbarazzava perché erano sporchi. Mi ha anche detto che andava a lavarseli. Le ho detto che andavano benissimo così e quando mi ha chiesto se fosse un valore aggiunto le ho spiegato che dipende dai gusti, ma che con quel tatuaggio, quella forma e quello sporco erano perfetti per la foto. Mi ha sorriso, questo è il risultato. Immagino sarete d’accordo con me.

La serata è continuata tra vino, battute e qualche cannetta. Conto di risentirla e magari uscirci per un aperitivo. Sembrava interessata anche a fare contenuti, ma sapete che giro solo con chi si crea un certo tipo di complicità nel gioco D/s. Chissà vedremo col tempo.

Intanto G ha trovato il coraggio, con il fondamentale supporto del vino, per confessare a V quanto volesse baciarla. Credo che lei abbia rifiutato, alla fine so quanto sappia esser stronza, e mi piace anche per questo.

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